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UNDE ETIAM DE PROSPECTU ET UMBRA ASINI NATUM EST FREQUENS PROVERBIUM

 

 

Demostene, chiamato a difendere un uomo accusato di un delitto capitale e accortosi della scarsa attenzione riservatagli dai giudici, si mise a raccontare una storia: un asino si era sporto attraverso la finestra di un negozio di ceramiche distruggendo un a gran quantità di merce; in conseguenza di ciò, il suo padrone aveva dovuto venderlo e pagare i danni. Un uomo, avendo comprato l’ asino, durante le ore calde del pomeriggio si era sdraiato per riposarsi all’ombra dell’animale; il venditore l’aveva citato in tribunale asserendo di avergli venduto solo l’asino e non la sua ombra e pretendendo un ulteriore pagamento. A questo punto, Demostene finse di andarsene. Ma i giudici, improvvisamente attenti e interessati, gli chiesero di raccontare anche il finale della storia e l’oratore ebbe buon gioco nel rimproverare loro di prestare più attenzione “all’ombra di un asino” piuttosto che alla vita di un uomo.

(Aneddoto tratto da Apuleio, Le Metamorfosi, liberamente interpretato)

 

 

 

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D’UMBRA ASINO
6 Vasi Canopi
Fabio Frau 2015
Terracotta vetrificata (ciascun vaso 21 x 24 x 47 cm)

 

 

 

La istallazione è una composizione di sei vasi canopi a base tronco conica esagonale con svasatura aperta sul fronte a costituire un trono su cui poggia il corpo ovoidale (il vaso vero e proprio) che reca sui fianchi cenni di braccia che reggono un cartiglio; si sovrappone un coperchio in forma di testa d’asino.
I Canopi, nel culto funerario etrusco (VII-VI secolo a.C.), erano urne cinerarie, vasi funerari che riproducevano schematicamente nel coperchio a testa umana le fattezze del morto.
“Sono evidenti nella religione Etrusca la minuziosità del culto, la conformità e lo scrupolo degli uomini di fronte alla volontà degli dei comunque ricercata e interpretata, l’assillo continuo di forze soverchianti e oscure e di scadenze di termini improrogabili. C’è un senso di annullamento della personalità umana dinanzi al valore del divino …”


(M. Pallottino da La religione degli etruschi – Storia dell’Arte Italiana di Bertelli, Briganti, Giuliano – Electa, Mondadori 1990)

L’asino é specchio dell’uomo, altro dall’uomo rivolto verso l’uomo medesimo, rovescio umano o ancora immagine di Dio (approfondimenti sulla simbologia dell’asino in “Mola da preghiera”).