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MOLA DA PREGHIERA

 

 

muove al rovescio la bestia molente cammina
in piedi, si inchina, si prostra, si siede, percorre
cinque giri fragorosi di pietra nera su pietra nera macina
grani di rosario, farina di parole e sudore pesante
tuono o aereo che passa, veloce
il cibo gradito all’altissimo
suono che non vibra nei padiglioni celesti, sul muro
sapido di sale di mare e polvere annega
la bestia molente che vede il rovescio

 

 
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MOLA DA PREGHIERA
Fabio Frau 2014
Mattonelle in maiolica

 

 

 

Mola da preghiera è una composizione di mattonelle esagonali in maiolica monocroma che vanno a costruire un grande esagono, una grande mola mossa da una figura d’Asino centrale intorno alla quale ruotano cinque anelli esagonali eccentrici che recano incisa la formula “bi ’smi ’llâhi ’r-rahmâni ’r-rahîm”: nel nome di Dio misericordioso, misericorde. Come negli altri lavori, l’esagono è la rappresentazione in piano di un cubo. Ciascuna mattonella-esagono-cubo riproduce nelle dimensioni il volume medio di un cervello umano; dunque deve essere intesa come un contenitore sensibile che conserva delle informazioni.

Del significato dell’Asino inteso come specchio dell’uomo, altro dall’uomo che rivolto verso l’uomo medesimo, rovescio dell’identità umana o ancora immagine di Dio che osserva l’uomo, esistono vari riferimenti:Nel L’Asino d’oro di Apuleio, Lucio, trasformato in asino a causa della sua innata curiosità “[…] viene trascinato da una maligna Fortuna in una girandola di eventi e di nuovi padroni, e osserva tutto ciò che gli accade con attenzione e intelligenza umana che ha conservato, senza peraltro ricavare da questa incredibile esperienza gran profitto morale”. (Introduzione a Le Metamorfosi di Apuleio a cura di Lara Nicolini – BUR 2013)

E ancora nel L’Asino d’oro a proposito della metamorfosi da uomo ad Asino e viceversa si parla di “una storia di identità perduta e recuperata”. (Introduzione a Le Metamorfosi di Apuleio a cura di Lara Nicolini – G. Rosati 2003 – BUR 2013)

Nel Medioevo, in ambito seminaristico – studentesco, il giorno del nuovo anno si svolgevano delle feste buffonesche che avevano origine da riti estremamente antichi di celebrazione del rinnovamento. In occasione di esse si assisteva a un rovesciamento di tutti i valori; tutto veniva messo sottosopra, principalmente le cose più sacre: una terapeutica rinnovazione dello spirituale. In questo gioco di rovesciamento aveva un ruolo importante la figura dell’Asino (probabilmente eredità di un antico culto magico degli animali), specchio della follia, occasionale sacerdote intorno al quale si svolgevano i riti. (Introduzione a La fede de l’Ane di René Clemencic – harmonia mundi 1980)

Nel Vangelo l’Asino compare nella nascita di Cristo, nella fuga in Egitto, nell’ingresso di cristo a Gerusalemme.

Nella Bibbia “[…] con una mandibola d’Asino Sansone poté uccidere mille nemici.

L’Asino è legato a Saturno, il secondo sole che è la stella d’Israele. Forse in certe tradizioni Saturno a sua volta si identifica con Jahvè. Ciò forse spiegherebbe perché, essendo il Cristo figlio di Israele, alcune caricature abbiano rappresentato un crocifisso con la testa d’Asino”. (Dizionario dei Simboli di Chevalier–Gheerbrant – BUR 1996)

L’Asino muove dunque la grande mola, la ruota di pietra, veicolo cratofanico che va e viene fra terra e cielo, unendo il profano e il divino: il movimento della mola stabilisce il contatto fra colui che prega, il microcosmo, e gli dei che governano l’universo, il macrocosmo.

Nella composizione questa é costituita da cinque anelli eccentrici: nell’Islam, nella sfera delle relazioni tra uomini e Dio, cinque atti di devozione (ibadat) sono pratica “dovuta” per i Musulmani. Queste azioni vengono spesso indicate come “Cinque Pilastri” dell’Islam, e ne costituiscono il sistema rituale: professione di fede, preghiera, elemosina, digiuno, pellegrinaggio alla città sacra della Mecca. In particolare interessa la preghiera “dovuta” o maggiore, che consiste in un ciclo di preghiere recitate cinque volte al giorno (alba, mezzogiorno, metà pomeriggio, prima sera e tramonto). Il ciclo di preghiera comincia con il takbir (“Allahu akhbar”, Dio è grandissimo) e con la Sura che apre il Corano, Al-fatiha (“bi ’smi ’llâhi ’r-rahmâni ’r-rahîm”: nel nome di Dio misericordioso, misericorde).

Ciascuna mattonella misura 19 x 22 x 2 cm.