-

 

 

MANDALA

 

 

 

FabioFrau-mandala-fronte684

 

 

FabioFrau_mandala_scorcio_684

 

 

FabioFrau_mandala_scorcio2_684

 

MANDALA
Composizione di moduli in terracotta invetriata
76 x 88 cm ca
Fabio Frau, 2015

 

 

 

’Quella era la sua vita due anni prima che Gaston cominciasse ad aspettare l’aeroplano, e continuava ad essere uguale il pomeriggio in cui andò nella libreria del savio catalano e trovò quattro ragazzi ciarlieri, infervorati in una discussione sui metodi per uccidere gli scarafaggi nel Medio Evo. Il vecchio libraio, conoscendo la passione di Aureliano per libri che aveva letto solo Beda il Venerabile, lo sollecitò con una certa malignità paterna a far da arbitro nella controversia, e lui, senza neppur prender fiato, spiegò che lo scarafaggio, l’insetto alato più antico sulla terra, era già la vittima favorita delle pantofolate nell’Antico Testamento, ma che in quanto a specie era definitivamente refrattaria a qualsiasi metodo di sterminio, dalle fette di pomodoro con borace fino alla farina con lo zucchero, perché le sue milleseicentotre varietà avevano resistito alla più remota, spietata e tenace persecuzione che l’uomo aveva scatenato fin dalle sue origini contro essere vivente alcuno, incluso lo stesso uomo, fino all’estremo che cosi come si attribuiva al genero umano un istinto di riproduzione, gliene si doveva attribuire un altro più definito e incalzante, che era di uccidere scarafaggi, e che se questi erano riusciti a fuggire alla ferocia umana, era perché si erano rifugiati nelle tenebre, dove si erano resi invulnerabili grazie al timore congenito dell’uomo per il buio, ma in cambio si erano fatti suscettibili allo splendore del mezzogiorno, di modo che già nel Medio Evo, nel presente e per i secolo dei secoli, l’unico modo efficace per uccidere scarafaggi era l’abbagliamento solare.’

Gabriel Garcia Marquez – Cent’anni di solitudine – 1967 – Mondadori 1982

 

 

’Ai due lati della strada si vedevano case con le finestre sbarrate, come occhi spenti o che non vogliano vedere; alcune ancora coperte dal tetto di paglia, altre scoperchiate, o con il tetto bruciato. Campanili smozzicati, campi sportivi su cui già crescevano erbacce. Nei centri abitati, mucchi di macerie su cui si leggevano i cartelli: ’non calpestare: corpi umani’(…)’(’nichtbetretenmenschlichekörper’)

Primo Levi – Se non ora, quando? – Enaudi 1982

 

 

’Temete il Giorno in cui nessun’anima potrà giovare in alcunchè ad un’altra anima (…)’

Il Corano – Sura La Giovenca – versetto 48